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Dal kiwi alla carta ecologica Crush

17 Dic
2019

Pubblicato in Economia circolare, Specialità Grafiche

In questa nuova puntata della rubrica Crush Story raccontiamo come si può produrre la carta in modo sostenibile grazie al riuso creativo di scarti di lavorazioni agro-industriali, in particolare quelli del kiwi.

Dopo aver descritto il ciclo di vita di orzo, agrumi, caffè, lavanda, ciliegia, mais, uva, mandorle e nocciole, oggi racconteremo il case history di Crush Kiwi e come i residui di questo frutto diventano materia prima alternativa per produrre la carta ecologica Crush seguendo un modello di economia circolare.

L’Italia è tra i principali produttori mondiali di kiwi, secondo i dati pubblicati da Alleanza Cooperative Agroalimentari la produzione di kiwi italiani nel 2018 ha superato le 400 mila tonnellate, confermando l’Italia come primo produttore di questo frutto in Europa e secondo produttore al mondo dopo la Cina. [1]

Questo frutto originario della Cina, un tempo considerato esotico, è arrivato in Italia negli anni ’70 e in breve tempo si sono sviluppati numerosi frutteti in diverse regioni italiane, Romagna, Lazio, Piemonte e Veneto, tanto che il kiwi è uno dei frutti italiani più esportati nel mondo.

Il kiwi viene utilizzato in diversi modi: viene mangiato come gustoso frutto dai molteplici aspetti benefici, viene utilizzato in molte ricette di dolci, per produrre succhi e confetture, oltre che come ingrediente per la cosmesi naturale.

Quali scarti si generano durante la lavorazione del kiwi? Come questi residui possono diventare un’opportunità per l’economia e per l’ambiente?

Scopriamolo insieme ripercorrendo il ciclo di vita del frutto fino alla carta ecologica di Favini Crush Kiwi.

Crush Kiwi: case history di economia circolare, dal frutto fino alla carta eco-sostenibile

Il kiwi è un frutto originario della Cina, dove viene coltivato da oltre 700 anni. Agli inizi del ‘900 si diffonde anche in Nuova Zelanda, dove Isabel Fraser portò con sé di ritorno dalla Cina nel 1904 una manciata di semi della pianta di Actinidia, e poi si diffuse nel resto del mondo. Inizialmente conosciuto con il nome di «Uva Spina Cinese», venne poi chiamato kiwi come l’uccello simbolo della Nuova Zelanda. [2]

Prima di essere messo negli scaffali della frutta e verdura dei supermercati, il kiwi subisce un processo di lavorazione durante il quale viene rimossa gran parte della sua caratteristica peluria.

I peletti del kiwi costituiscono il principale materiale di scarto di lavorazione di questo frutto.

Favini ha trovato il modo di recuperare questo residuo valorizzandolo come materia prima nobile la produzione della carta ecologica di alta qualità Crush Kiwi.

Crush Kiwi è la carta ecologica di Favini nata dall’upcycling degli scarti di lavorazione del kiwi, ideale per packaging e comunicazione stampata.

Questo materiale viene micronizzato da Favini e aggiunto alla cellulosa e agli altri ingredienti per la produzione della carta, andando a sostituire il 15% di fibre vergini provenienti da albero. Si ottiene così una carta ecologica di alta qualità in linea con i principi dell’economia circolare.

Oltre ai sottoprodotti derivanti dalla lavorazione del kiwi, processiamo anche i residui di mais, ciliegie, caffè, mandorle, nocciole, olive, agrumi e lavanda.

Scarica la scheda tecnica della carta ecologica Crush, clicca qui.

Scarica la scheda tecnica della carta ecologica Crush, contenente i dati tecnici e ambientali, oltre ai consigli di stampa e trasformazione.

Crush Story Kiwi continua: la carta ecosostenibile e riciclabile per applicazioni creative

La filiera che parte dai frutteti del kiwi non si conclude con la produzione della carta ecosostenibile Crush Kiwi.

Questo materiale ideato e prodotto da Favini riutilizzando residui micronizzati della peluria del kiwi è riciclabile nella raccolta differenziata della carta. Lo scarto di lavorazione del kiwi assume nuovo valore e sette nuove vite, ovvero il numero di cicli di vita che possono avere carta e cartone, se correttamente differenziati e reimmessi nel ciclo produttivo.

Il packaging ecologico di Soco è realizzato con la carta Crush Kiwi prodotta con il 15% di sottoprodotti di lavorazione del kiwi.

Crush è ideale per essere utilizzata per realizzare molteplici applicazioni, che dopo il loro utilizzo, verranno riciclate. Packaging, cataloghi, notebook, inviti e progetti realizzati con la carta ecologica Crush proseguiranno il loro ciclo di vita in successivi cicli produttivi secondo un modello di economia circolare.

Biglietti da visita di Loffler & Schafe in Crush kiwi, la carta ecosostenibile di Favini prodotta con il 15% di sottoprodotti agroindustriali.

Notebook con copertina in Crush Kiwi prodotto da Papierowe Sztuki.

I packaging di Madres sono realizzati con due delle carte da riuso creativo di Favini: Remake e Crush.

Lasciati ispirare da Crush di Favini per realizzare i tuoi progetti creativi nella board di Pinterest di Crush.

Hai usato la nostra carta ecologica Crush e desideri condividere sui nostri canali social il risultato? Scrivi a social@favini.com il tuo pezzo di storia di economia circolare.

Continua a seguire la rubrica Crush Story:

 

Clicca per scoprire di più su Crush e richiedere il campionario.

 

FONTI

[1] universofood.net “Kiwi italiani. I dati 2018

[2] cinaitalia.com “Il Kiwi: storia, proprietà e utilizzo

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