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Favini paper design thinking_note oltre la carta

Una nuova idea di carta con il design thinking

19 Feb
2019

Pubblicato in Specialità Grafiche

Il suono della carta e il progetto a supporto delle foreste distrutte nel corso del disastro ambientale di ottobre 2018 sono i temi emersi dal workshop svolto al LABA Rimini con il metodo del design thinking.

Il LABA Rimini è un’accademia di belle arti, nata nel 2001 come succursale del LABA di Brescia, focalizzata su design di prodotto, graphic design, fashion design e fotografia.

All’interno del corso di graphic design del prof. Andrea Cavallotti si è svolto un workshop incentrato su Favini per ripensare al rapporto tra la carta e l’uomo e riflettere sul ruolo del settore cartario.

Il caso studio e la design challenge su Favini

Quando in LABA Rimini è nata l’esigenza di strutturare dei progetti per far applicare la metodologia del design thinking per produrre idee, è stata coinvolta Favini come case study del workshop sul design thinking all’interno del corso di graphic design.

Favini è stata scelta in quanto azienda focalizzata sulla ricerca e innovazione con obiettivi e narrazioni molto vicini all’idea di design dell’accademia, dove lo storytelling è un aspetto fondamentale.

É stato chiesto agli studenti di studiare Favini e i suoi interlocutori e elaborare dei progetti che mettessero l’uomo al centro utilizzando la metodologia del design thinking.

Il metodo del Design Thinking

Il design thinking nel mondo del design grafico è sempre stato utilizzato come processo di creazione, ora sta riscuotendo un notevole successo e viene infatti applicato in diversi ambiti che con la creatività hanno poco a che vedere.

In particolare il design thinking è interessante perché è una metodologia antropocentrica, che mette l’uomo – o i brand – al centro, con un obiettivo specifico: andare a risolvere i problemi in modo creativo.

Design Thinking

È un tipo di progettazione che prevede un processo definito per step: comprensione, esplorazione e concretizzazione. All’interno di questi step rientrano le sei fasi: empatizzare, definire, ideare, prototipare, testare. Si alternano quindi momenti di apertura nella creazione del caos (es. brainstorming) a fasi concettuali e a momenti di definizione.

In Favini avevamo già svolto un evento con il metodo del design thinking, clicca per leggere l’articolo “Favini Blue Wave: un weekend di innovazione”.

Il suono della carta e il progetto “Note”

Uno dei gruppi di lavoro, formato da Marco Casartelli, Marco Gentili, Nicola Bianchi e Andrea Gherardi, ha analizzato il rapporto tra l’uomo, la carta e i cinque sensi. Tatto, vista, olfatto vengono usualmente sfruttati per raccontare la carta, ma ancora nessuno si è concentrato su un altro dei cinque sensi in relazione alla carta: il suono.

Il suono è un elemento che ci permette di fruire la carta in modo differente, lasciando spazio a nuove sensazioni e portando con sé valori intrinseci collegati all’esperienza, alla perfezione, al ritmo e all’eleganza.

Da qui è nato “Note”, il progetto che prenderà forma attraverso la creazione di un evento: una mostra con sculture realizzate in carta che suonano e un workshop con sperimentazione sul suono applicato alle carte Favini.

L’esperienza trarrà la sua forza dalla qualità dei materiali Favini e dalla possibilità di immergersi totalmente in un universo fatto di suoni ed emozioni, capaci di lasciare un’impronta, un ricordo essenziale, come sfogliare un bel libro fresco di stampa ed udirne l’essenza.

Il progetto ambientale di recupero degli alberi

Il secondo progetto di Nicole Galasso ha esaminato il senso di appartenenza e il ruolo che un’azienda può avere nel suo territorio.

Il territorio di appartenenza di Favini è strettamente legato al mondo delle foreste, della cellulosa, ma anche all’ambiente più in generale. Come lo dimostrano i progetti di sostenibilità ambientale e le linee di carte ecosostenibili di Favini, come Shiro, Crush e Remake, che nobilitano come materie prime per la produzione della carta, le alghe eccedenti in natura o i sottoprodotti di altre filiere industriali, in sostituzione della cellulosa vergine.

Partendo da questi presupposti, Nicole, ha ipotizzato di porre Favini come promotore per risolvere i problemi ambientali del territorio, in particolare quelli legati al disastro di ottobre 2018 che si è abbattuto sui boschi del Veneto e ha distrutto aree boschive, come quella degli Abeti Rossi facenti parte del Bosco della risonanza.

design thinking Favini LABA

Nicole ipotizza che Favini utilizzi per la produzione della carta le fibre derivanti dal legname degli alberi spezzati e sradicati dal maltempo, in particolare quelli del Bosco della risonanza. Il prodotto ottenuto avrà forti valenze narrative e creative: sarà una carta musicale, simbolo di una ritrovata alleanza fra uomo e natura.

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