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Sostenibilità ambientale in Favini

02 Dic
2020

Pubblicato in Sustainability Channel

L’impegno sostenibile di Favini è caratterizzato sia da innovazioni di prodotto sia di interventi migliorativi al processo. Esso è finalizzato alla riduzione dell’impatto ambientale durante la produzione e allo sviluppo di nuove carte ecologiche secondo i principi dell’economia circolare e della simbiosi industriale [Scopri il significato di questi concetti leggendo l’articolo Upcycling per Favini].

Dal 2009, Favini ha intrapreso il percorso di monitoraggio dello sviluppo sostenibile e nel corso del 2020 ha presentato i risultati raggiunti dando un volto a chi ogni giorno è impegnato nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Anche prima del processo di misurazione e raccolta dei dati, Favini operava secondo principi di eco-innovazione, si pensi al brevetto di Alga Carta, sviluppata già dai primi anni ’90.

La riduzione dei consumi energetici e idrici, il minor impatto ambientale in termini di emissioni di CO2, l’attenzione e alla ricerca di materie prime certificate e sostenibili, l’impegno nel progetto pluriennale a favore del rimboschimento e del supporto di una comunità in Madagascar, sono stati raccontati da coloro che in Favini si occupano di questi aspetti legati alla sostenibilità, all’innovazione ecosostenibile e ai progetti a favore del rispetto ambientale.

Attraverso un reportage fotografico dei dipendenti, in questo articolo raccontiamo gli aspetti chiave della sostenibilità in Favini.

CO2 in Favini: – 21% di emissioni

Favini da anni è impegnata a ridurre il proprio impatto ambientale nel processo produttivo e grazie ad azioni efficientamento energetico ha ridotto del 21% le emissioni di CO2 nel periodo 2009-2018.

Filippo Rusca – Responsabile Operations – a sinistra e Flavio Stragliotto a destra – Direttore Tecnico di Favini – sono orgogliosi dei risultati raggiunti nella riduzione delle emissioni durante il processo produttivo della carta, resi possibili grazie a investimenti in attrezzature ad alta tecnologia, all’autoproduzione di energia idroelettrica e soprattutto grazie al nuovo impianto di cogenerazione di Crusinallo che ottimizza l’utilizzo di metano.

Per alcune linee di prodotto, Favini compensa le emissioni residue di CO2 attraverso l’acquisto di crediti di carbonio. Per le carte ecologiche Crush, Remake, Refit e la più recente Shiro Echo, Favini azzera le emissioni di CO2.

Acqua in Favini: -40% di consumi idrici

Renato Burba a sinistra – R&D Manager di Favini a Crusinallo – e Massimo Scapin a destra – Responsabile Laboratorio Controllo Qualità Impianto Depurazione a Rossano Veneto – ci mostrano l’ottimo risultato ottenuto nella riduzione dei consumi di acqua per produrre la carta in Favini: una riduzione del 40% nel periodo tra il 2009 e il 2018, grazie all’implementazione del sistema di ciclo chiuso dell’acqua, che ne permette il riutilizzo quando possibile.

L’acqua insieme alla cellulosa è una delle principali materie prime nella produzione della carta e in una cartiera ha molteplici utilizzi: viene usata nella realizzazione dell’impasto, delle patine e come fluido riscaldante. Per questo è fondamentale per Favini produrre la carta con una gestione attenta a ridurre gli sprechi, puntando su efficienza, recupero e riutilizzo.

Energia in Favini: – 15% di consumi energetici

Nella prima foto a sinistra, Filippo Rusca – Responsabile Operations – mostra con orgoglio i risultati ottenuti in termini di riduzione dei consumi energetici per la produzione della carta.
Favini da anni è impegnata a ridurre il proprio impatto ambientale nel processo produttivo e attraverso il monitoraggio e l’innovazione i consumi di energia sono stati ridotti del 15% nel periodo tra il 2009 e il 2018.

Un progetto importante per quanto riguarda la riduzione dei consumi energetici è il progetto di sostituzione dell’impianto luci nella sede di Crusinallo. Nella seconda foto a destra, Marco Martinelli – Responsabile Manutenzione Impianti di Favini della sede di Crusinallo – ci racconta che l’intero impianto di illuminazione è ora costituito da lampade ad alta efficienza che ottimizzano il flusso luminoso in base alle condizioni ambientali presenti, e hanno portato ad un elevato risparmio energetico: 6.09 GWh di energia risparmiata.

6 certificazioni ambientali e sistemi di gestione certificati

Barbara Dal Sasso a sinistra e Giulia De Gaudenzi a destra sono rispettivamente le Responsabili Sistemi di Gestione QAS di Favini degli stabilimenti di Rossano Veneto e Crusinallo e ci hanno spiegato a quali certificazioni aderisce volontariamente Favini.

Sono le 6 certificazioni di prodotto e di processo conformi a standard e linee guida internazionali – EMAS, ISO 14001, ISO 9001, ISO 45001 – FSCTM e EKOenergia con cui Favini dimostra concretamente il proprio impegno nel mantenere alti gli standard di qualità, sicurezza e ambientali delle proprie attività e dei propri prodotti.

I certificati sono scaricabili dal nostro sito web alla sezione Certificazioni.

Progetti ambientali: l’impegno di Favini con Voiala in Madagascar

Tutelare le aree verdi del nostro Pianeta è uno degli obiettivi di sostenibilità di Favini, impegnata infatti anche nel supporto di progetti ambientali, in particolare sostiene Voiala, il progetto per la salvaguardia della foresta pluviale e della biodiversità in Madagascar.

Eugenio Eger – amministratore delegato di Favini – ci mostra l’obiettivo del 2020: ripiantumare 75 ettari entro la fine del 2020 di alcune aree disboscate negli anni passati.

Grazie al progetto di sostenibilità ambientale e sociale Voiala, Favini aiuta la comunità di Sahavondronina e dei villaggi circostanti a riprendere il controllo del proprio territorio, divenendo modello di sviluppo sostenibile per le altre comunità del Madagascar, facendo formazione sui problemi ambientali, contribuendo allo sviluppo dell’agricoltura sostenibile, favorendo la tutela della foresta attraverso piantumazioni e strategie che promuovono l’ecoturismo.

Nell’ambito del progetto Voiala le popolazioni locali vengono incentivate all’avvio dell’apicoltura. Questa nuova attività può essere svolta grazie alla riforestazione dell’area che ora permette alle api di avere un ecosistema ideale alla loro sopravvivenza e quindi all’apicoltura.

Dagli anni ’90 ad oggi: le carte Favini da riuso creativo

In linea con i principi dell’economia circolare e le logiche della simbiosi industriale [1], Favini ha ideato quattro linee di prodotto sempre più sostenibili con materiali davvero inusuali, in cui le materie prime di origine forestale vengono sostituite da materiali alternativi, come alghe, fibre riciclate e sottoprodotti provenienti da altre filiere industriali: dall’agro-alimentare, dalla lavorazione del cuoio e dall’industria tessile.

Gli esempi concreti di innovazione sostenibile sono le 4 carte ecologiche, come mostrato nella foto da Andrea Favini – Marketing and Export Sales Director Graphic Specialities – Shiro, Crush, Remake e Refit, scoprile in questo articolo: La storia del riuso creativo in Favini: le carte ecologiche nate da upcycling.

100% cellulose certificate e materie prime alternative

Dal piazzale cellulose, Giacomo Berton – reparto R&D di Favini della sede di Rossano Veneto – ci ha raccontato l’attenzione di Favini nella ricerca e selezione delle materie prime.
Per produrre la carta Favini utilizziamo solo materie prime sostenibili e certificate che provengono da una gestione forestale responsabile e siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni alternative per utilizzare sottoprodotti come materie prime preziose per la produzione di carte a basso impatto ecologico. Esempi concreti di riutilizzo di materiali alternativi in sostituzione di cellulosa vergine sono le carte Shiro, inclusa Shiro Echo recentemente rinnovata, Crush, Remake e Refit.

 

[1] Upcycling: per Favini è la “parola dell’anno” da quasi trent’anni

 

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