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Continua il percorso di sviluppo sostenibile di Favini

12 Dic
2019

Pubblicato in Sustainability Channel

Il percorso di sviluppo sostenibile di Favini è caratterizzato sia da innovazioni di prodotto che di processo, con l’obiettivo di ridurre il proprio impatto ambientale e di sviluppare nuovi prodotti secondo un modello di economia circolare.

Il 2019 è stato l’anno del lancio di una nuova linea di carte ecologiche: Refit.

Refit è la carta ecosostenibile con il 15% di residui di lavorazioni tessili di lana e cotone, che amplia l’offerta di carte da economia circolare di Favini: Shiro, Crush e Remake. Scopri di più: La storia del riuso creativo in Favini: le carte ecologiche nate da upcycling.

L’esperienza di Favini nel riuso creativo di materie prime innovative per la produzione di carte eco-sostenibili ha origine negli anni ‘90 con Shiro Alga Carta, brevettata in tempi in cui non si parlava diffusamente di  upcycling. L’offerta di carte ecologiche si è arricchita nel 2012 con Crush, prodotta con 15% di sottoprodotti agro-industriali, nel 2015 con Remake, contenente 25% di scarti di lavorazione della pelletteria, e infine nel 2019 con Refit, con 15% di residui tessili di lana e cotone.

L’aspetto che accomuna queste carte dalla forte connotazione green è l’applicazione della filosofia dell’economia circolare per la loro realizzazione.

La nuova carta Refit, prodotta con fibre di cellulosa e fibre tessili della lana e del cotoneè un esempio concreto di simbiosi industriale tra l’industria cartaria e quella tessile per valorizzare gli scarti industriali e all’interno di una filiera virtuosa.

Da un’unica idea di economia circolare sono nate due varianti della carta Refit: Wool, con il 15% di fibre derivanti dai sottoprodotti della cardatura e della filatura della lana, e Cotton, che contiene invece il 15% di fibre derivanti dai sottoprodotti della tessitura e della filatura del cotone.

Scopri di più su Refit Wool e Refit Cotton nell’articolo Refit Wool e Cotton: stesso concept, ma sensazioni diverse.

Entrambe le varianti della nuova gamma Refit contengono il 15% di fibre derivante da sottoprodotti tessili, il 40% di cellulosa di riciclo post consumo e 45% di fibre di cellulosa vergine certificata FSC™.

I numeri green di Favini: riduzione dei consumi e progetti a favore della sostenibilità ambientale

Favini è impegnata nell’ambito della sostenibilità sia nello sviluppo di prodotti e nella ricerca di nuovi materiali ecologici e da riuso creativo, che nella riduzione del proprio impatto ambientale.

Il percorso di monitoraggio dello sviluppo sostenibile di Favini intrapreso nel 2009 evidenzia i benefici di molteplici azioni: la riduzione dei consumi energetici, il risparmio delle risorse idriche e il minor impatto ambientale in termini di emissioni di CO2. A questi aspetti si aggiunge l’attenzione e la ricerca per materie prime certificate e sostenibili, oltre all’impegno in un progetto pluriennale a favore del rimboschimento e del supporto della popolazione in Madagascar.

Visita il Sustainability Channel, il canale Favini dedicato alla sostenibilità.

In particolare gli ultimi dati raccolti nel 2018 segnalano un miglioramento in diverse aree: dai consumi d’acqua alle emissioni CO2 e riduzione dei consumi energetici.

Da quando è iniziato il percorso di sviluppo sostenibile i consumi idrici di Favini sono stati ridotti del 40% (periodo 2009-2018) grazie all’implementazione del sistema di ciclo chiuso dell’acqua, che ne permette il riutilizzo quando possibile.

Favini è impegnata nel monitoraggio e riduzione delle emissioni associate alle sue attività produttive. Dal 2009, le emissioni di CO2 sono state ridotte del 21% con 4.920 t/cO2 eq evitate grazie all’autoproduzione di energia idroelettrica.

Inoltre, attraverso continui investimenti in efficienza energetica, come l’autoproduzione di energia rinnovabile grazie a due impianti idroelettrici, l’installazione di luci ad alta efficienza e l’impianto di cogenerazione, dal 2009 i consumi energetici sono stati ridotti del 15%.

L’apicoltura è uno dei progetti di Voiala in Madagascar supportati da Favini.

Favini è coinvolta in progetti ambientali, in particolare sostiene il progetto Voiala volto a tutelare uno dei luoghi più vulnerabili del pianeta, il Madagascar. L’obiettivo è quello di piantare 150.000 nuovi alberi entro il 2020 per ripristinare la foresta dell’isola. Grazie il progetto Voiala, Favini aiuta la comunità di Sahavondronina e dei villaggi circostanti a riprendere il controllo del proprio territorio, divenendo modello di sviluppo sostenibile per le altre comunità del Madagascar.

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