EMISSIONI DI CO2

Riduzione delle emissioni (ton di CO2eq/ton prodotto finito) nel periodo 2009-2016.

Quali sono le emissioni di gas serra di una cartiera?

Le emissioni legate all’attività di una cartiera sono principalmente di due tipi: alcune sono emissioni dirette provenienti dalle attività dell'azienda, come quelle derivanti dalla combustione diretta di metano, fonte energetica fossile utilizzata per il funzionamento delle attrezzature e dell’impianto di cogenerazione; altre sono indirette da consumo energetico, come quelle prodotte per generare l’energia elettrica importata e consumata dall’impresa e su cui Favini non ha controllo.

L’azienda, grazie allo standard GHG Protocol, monitora e contabilizza le emissioni associate alle proprie attività produttive; inoltre, attraverso un accordo volontario stipulato con il ministero dell’Ambiente, ha deciso di dichiarare il proprio impegno attivo nel rispetto dell’Accordo di Parigi del 2015 che ha chiesto, non solo agli Stati ma anche alle aziende e alle singole persone, di mobilitarsi per ridurre le emissioni di gas serra che alterano il clima e danneggiano gli ecosistemi.

Azioni di efficientamento energetico

Per abbattere le emissioni dirette di gas serra è necessario puntare su sistemi di generazione energetica sempre più efficienti ed ecosostenibili.
Favini implementa l’attuazione di moderne tecnologie che sostituiscono o ottimizzano l’utilizzo di combustibili fossili. Così riduce la propria carbon footprint.
Grazie all’investimento in attrezzature ad alta tecnologia, all’autoproduzione di energia idroelettrica e soprattutto grazie al nuovo impianto di cogenerazione di Crusinallo che ottimizza l’utilizzo di metano, Favini è riuscita a limitare la propria carbon footprint, nonostante la consistente crescita della produzione.
Tonnellate di emissioni di CO2eq evitate grazie all’autoproduzione di energia idroelettrica. (2009-2016)

Fonti energetiche

Il processo di efficientamento energetico per Favini passa anche attraverso una continua valutazione di fonti energetiche più ecosostenibili. Laddove possibile, Favini sfrutta la forza dei corsi d’acqua adiacenti all’azienda grazie a due impianti idroelettrici di proprietà.

Favini ha valutato inoltre lo sfruttamento energetico di scarti delle attività agricole del territorio attraverso impianti a biomassa, purtroppo però questa soluzione non risulterebbe sufficiente per le esigenze energetiche aziendali.

La scelta di investire su impianti di cogenerazione è invece dovuta all’ottimizzazione dell’utilizzo del metano, dal cui utilizzo non è ancora possibile prescindere. Ad oggi questa soluzione risulta la più efficace.

Acquisto di crediti di carbonio

Parallelamente ad interventi strutturali, Favini ha deciso di agire anche sulle emissioni di CO2eq dei propri processi non direttamente controllabili con l’acquisto di crediti di carbonio legati a specifici progetti ambientali realizzati all’estero, come l’attività di riforestazione di alcuni ettari del Parco Nazionale Kibale, in Uganda.
Grazie all’acquisto di carbon credits, Favini compensa totalmente le emissioni di CO2eq di alcune linee di prodotto.
In tal modo l’azienda riesce a compensare l’impatto di alcune delle proprie linee di prodotto, come le carte ecologiche Shiro e Crush e dal 2017 della linea Remake.
Ettari di Parco nazionale Kibale, in Uganda, riforestati grazie al supporto di Favini attraverso l’acquisto di carbon credit legati al progetto.