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Emissioni: la roadmap dell’industria cartaria

Emissioni: la roadmap dell’industria cartaria

30 Gen
2018

Pubblicato in Sustainability Channel

Ridurre dell’80% le emissioni di CO2 entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990: è l’obiettivo che si è posta l’Europa per diminuire la concentrazione di gas serra presenti nell’atmosfera.

Anche l’industria cartaria dovrà dare il proprio contributo, passando dagli attuali 49 milioni di tonnellate a 12 milioni entro la metà di questo secolo, grazie ad una combinazione di misure specifiche che porteranno a graduali risultati entro tale data.

L’obiettivo per il 2050 è di ridurre dell’80% i gas serra nell’atmosfera

Tra queste, la combinazione di processi migliorati e proiettati all’efficienza energetica, e una migliorata flessibilità nella domanda di energia elettrica, sfruttando, ad esempio, le attività di cogenerazione nei siti cartari.

Queste due misure potrebbero comportare un taglio di 9 milioni di tonnellate di CO2, dimostrando che la questione energetica sarà di fondamentale importanza nel prossimo futuro.

L’industria cartaria sta già lavorando ad ulteriori soluzioni per la conversione delle installazioni industriali verso fonti di energia a tenore di carbonio zero o comunque minimo.

Grazie all’efficienza energetica e alla migliore flessibilità nella domanda di energia elettrica, le emissioni di CO2 potrebbero diminuire di 9 milioni di tonnellate

Non solo, grazie alla riduzione delle emissioni indirette e di quelle legate ai trasporti e alla logistica, il traguardo dei 37 milioni di tonnellate in meno può essere alla portata di tutto il comparto industriale.

Anche Favini si impegna nella riduzione delle emissioni di CO2 durante tutto il processo produttivo, così da limitare la carbon footprint dei propri prodotti.

I progetti di efficientamento energetico e l’uso di energia rinnovabile contribuiscono a ridurre le emissioni di CO2 di Favini.

Ciò avviene in particolare grazie all’investimento in attrezzature ad alta tecnologia, a progetti finalizzati a migliorare l’efficienza energetica dei processi e dei macchinari, oltre all’impiego di energia rinnovabile.

Da gennaio 2016, nello stabilimento di Crusinallo è attivo un impianto di cogenerazione ad alto rendimento che produce la totale quantità di energia termica ed elettrica necessaria per il processo produttivo, con conseguenti minori emissioni di inquinanti e di gas ad effetto serra in atmosfera rispetto alla produzione separata di elettricità e di calore. Presto anche lo stabilimento di Rossano sarà dotato di un impianto di cogenerazione all’avanguardia.

Il processo per migliorare l’efficienza energetica di Favini passa anche attraverso una continua valutazione di fonti energetiche più ecosostenibili. Laddove possibile, infatti, Favini sfrutta la forza dei corsi d’acqua adiacenti all’azienda grazie a due impianti idroelettrici.

Tra le azioni intraprese da Favini c’è la pompa alimento centrale termica, un progetto iniziato ad Agosto 2014 che porta al risparmio energetico, verificato dal GSE, di circa 20 MW al mese. Sempre in ottica di miglioramento energetico un altro progetto è in programma per il 2018, si tratta del motore endotermico che andrà a migliorare l’efficienza energetica delle macchine continue di Favini per la produzione della carta.

Da tempo, inoltre, l’azienda collabora con il Ministero dell’Ambiente impegnandosi a monitorare e ridurre la propria impronta di carbonio.

 Per approfondimenti visita la sezione dedicata alle Emissioni di CO2 del Sustainability Channel (https://www.favini.com/sustainability-channel/)

Per approfondimenti visita la sezione dedicata alle Emissioni di CO2 del Sustainability Channel

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