Materie prime

Percentuale di cellulosa vergine utilizzata nella carta Favini certificata secondo lo standard FSC® COC o CW, che garantiscono la gestione responsabile e sostenibile delle foreste.

Cellulosa da albero

Le foreste sono uno dei beni più preziosi di cui dispone l’umanità: forniscono ossigeno e contribuiscono all’attività di mitigazione climatica assorbendo i gas serra; rappresentano una dimora per molti popoli indigeni, di cui sono l’unica fonte di sostentamento; ospitano la maggior parte della biodiversità animale e vegetale della Terra. Forte di questa consapevolezza, Favini ha scelto di contribuire alla conservazione delle aree verdi del pianeta in linea con i propri principi di sostenibilità e di etica. Utilizzando il 100% di cellulosa certificata FSC® (Forest Stewardship Council, numero certificato: FSC-C001810) COC (Chain of Custody) o CW (Controlled Wood), nelle proprie carte, Favini rifiuta categoricamente l’impiego di materie prime provenienti da foreste ad alto valore di conservazione tagliate illegalmente, oppure da aree in cui siano stati violati i diritti civili o tradizionali dei lavoratori e non ci sia stato rispetto dei principi sanciti dall'Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro). Le zone di provenienza della cellulosa usata da Favini sono l'Europa e l’America Latina; per ragioni di attenzione agli standard di sostenibilità non si effettuano acquisti di cellulose provenienti dal Sud-Est Asiatico. Favini è l’esempio concreto di come si possa produrre carta di ottima qualità senza deforestare il pianeta.
Favini non utilizza materie prime ottenute dal taglio illegale delle foreste vergini e rifiuta lo sfruttamento dei lavoratori.

Piante annuali

Favini, per la linea di carte Shiro Tree Free, ha scelto di non utilizzare cellulosa di albero. Questa carta ecologica infatti è prodotta con biomasse rinnovabili non legnose, in particolare con fibre provenienti da piante annuali come bambù, cotone e bagassa.

Riciclo pre-consumo e post-consumo

Non solo cellulosa vergine: per impegnarsi ulteriormente nei confronti dell'ambiente, Favini reimpiega nelle proprie linee di prodotto gli scarti pre-consumo, che si formano durante il processo di lavorazione. Si tratta in media del 15% del totale della cellulosa utilizzata. In questo modo si evita di inviare a rifiuto una risorsa interna reimpiegabile, contenendo il consumo di materia prima vergine.
Il riciclo pre-consumo e post-consumo consente a Favini di limitare l'utilizzo di cellulosa vergine per le proprie linee di prodotto.
La linea riciclata d’eccellenza è Shiro Echo, la carta ecologica che contiene il 100% di fibre riciclate post-consumo, certificata FSC®.
Fibra riciclata proveniente da scarti pre-consumo, reimmessa nel processo produttivo per ridurre l'uso di materia prima vergine.

Materie prime alternative

Elevatissima è anche l'attenzione verso materie prime alternative, come i sottoprodotti agroindustriali, i residui della lavorazione del cuoio e della pelletteria o le alghe, con cui Favini realizza tre tipi di carte speciali: Crush, Remake e Shiro Alga Carta.

MENO SOSTANZE NOCIVE

Per una questione di rispetto, sia degli ecosistemi, sia della salute dei lavoratori, l'azienda è impegnata costantemente nella riduzione dei consumi di sostanze chimiche ed impiega prodotti chimici in linea con le regolamentazioni europee (Reach).
Favini limita o evita di utilizzare sostanze chimiche nocive per l'ambiente e per la salute dei lavoratori.
Le cellulose, ad esempio, sono acquistate solo se sbiancate senza l'utilizzo di cloro, sostanza che potrebbe generare diossine.Sono inoltre stati eliminati dal processo produttivo anche i prodotti che contengono formaldeide, un potenziale cancerogeno, e ammoniaca, sostanza altamente dannosa per la falda acquifera. Infine, le carte nere di Favini sono carbon-black free.
I prodotti chimici, utilizzati durante le operazioni di sbiancamento e colorazione della carta, contenenti carbon-black, formaldeide, cloro o ammoniaca.