Progetti ambientali

Foresta vergine del Madagascar, andata persa dal 1950 ad oggi.

Perché Favini ha scelto di operare in Madagascar

I problemi ambientali del Madagascar, quarta isola per grandezza al mondo, situata nell’Oceano Indiano a sud est delle coste africane, sono evidenti. La foresta pluviale del Paese è stata quasi interamente distrutta a causa di diversi fattori: agricoltura intensiva (in particolare quella del caffè, che è in aumento e che è fonte di guadagni); abitudine degli abitanti ad utilizzare come combustibile il carbone ricavato dal legno degli alberi tagliati; allevamento dei bovini, fortemente aumentato dalla sua introduzione nel Paese oltre 1000 anni fa.
Specie del Madagascar che non si trovano in nessun'altra parte del mondo. Tutelarne l’habitat significa proteggere la biodiversità e le persone.
Il Madagascar ha alle spalle 2000 anni di sfruttamento delle sue limitate risorse. La deforestazione ormai quasi completa ha provocato degradazione del terreno, perdita di flora e fauna indigene, desertificazione. Come se non bastasse, la popolazione del Paese (oltre 22,5 milioni di persone) è in costante crescita (al tasso del 2,9%), mentre il reddito pro capite resta uno dei più bassi al mondo: il 90% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno. Nonostante il governo locale abbia sottoscritto molti degli accordi internazionali per proteggere l'ambiente, l'attuazione di quegli stessi accordi risulta spesso molto difficile. Per tutti questi motivi Favini ha deciso di intervenire proprio in Madagascar, nel tentativo di ripristinare parte della foresta andata distrutta.
Attraverso il progetto Voiala, Favini vuole proteggere parte della rimanente foresta pluviale del Madagascar vicino alla comunità di Sahavondronina, un villaggio situato nel nord est dell'isola.

In cosa consiste il progetto Voiala

Voiala è un progetto a lungo termine iniziato nel 2009, con valenze ambientali, economiche e sociali. Consiste da un lato nel rimboschimento di una parte della foresta andata distrutta in Madagascar, dall'altro nella sensibilizzazione e formazione degli abitanti del villaggio di Sahavondronina, coltivatori di mais e arachidi, affinché migliorino il loro modo di fare agricoltura. Il luogo, infatti, è stato scelto perché le colline vicino al villaggio hanno subito una forte deforestazione e perché prima dell'intervento promosso da Favini i campi attorno al villaggio erano diventati sterili.
Favini opera attivamente nella comunità di Sahavondronina facendo formazione sui problemi ambientali, contribuendo allo sviluppo dell'agricoltura sostenibile, favorendo la tutela della foresta attraverso piantumazioni e strategie che promuovono l'ecoturismo.
Lo scopo principale dell'iniziativa è dunque quello di favorire lo sviluppo di un sistema agricolo più sostenibile, rispettoso della foresta stessa e dell'ecosistema locale, che funga da modello anche per le altre comunità, che in questo modo potranno godere di una migliore qualità della vita.Il progetto punta inoltre a tutelare i 2.000 ettari di foresta vergine ancora intatti adiacenti al villaggio e a incentivare forme di ecoturismo nell'area. Quest'anno è stato dato nuovo impulso al progetto prevedendo per i prossimi quattro anni 2017-2020 finanziamenti a supporto delle comunità locali.
Ettari di foresta che dovranno essere ripiantumati entro il 2020 grazie al progetto Voiala.

La nuova foresta che avanza

Il piano di rimboschimento prevede che gli abitanti del villaggio siano impegnati nella pulitura del terreno dalle erbe infestanti, nella fertilizzazione del suolo con il concime, nella piantumazione vera e propria delle specie locali da reintrodurre.
Attraverso il progetto Voiala, Favini ha aiutato la comunità di Sahavondronina a riprendere il controllo del proprio territorio, divenendo modello di sviluppo sostenibile per le altre comunità.
Ogni tre mesi, la referente a capo del progetto fornisce a Favini rapporti dettagliati riguardo i progressi delle semine e delle piantumazioni, la produzione degli orti realizzati dalla comunità, gli sviluppi delle strategie per promuovere l’ecoturismo, oltre a una sintesi finanziaria delle attività.
Alberi piantati dal 2009 in seno al progetto Voiala.

Le specie piantumate

DALBERGIA BARONII (Family: Fabaceaes) Legno duro e pesante, di color marrone scuro, resistente alla termiti e ai funghi. Viene usato per la fabbricazione di mobili e tornitura. PHYLLARTHRON ARTICULATUM (Family: Bignoniaceae) Questo albero cresce fino a 20-25 metri e produce dei frutti gialli che, una volta seccati, diventano marroni ed hanno la consistenza e il sapore di banane secche. CANARIUM MADAGASCARIENSIS (Family: Burséracéeses) Cresce fino a 40-50 metri, ha un ruolo importante nell’arricchire il suolo degradato. Il legno è usato per la costruzione di piroghe e i semi prodotti sono commestibili, mentre la resina dalla corteccia ha un odore caratteristico. ACACIA MANGIUM Raggiunge un’altezza di 30 metri e grazie ad una crescita rapida e alla sua capacità di fissare l'azoto atmosferico è adatto a crescere su un suolo spoglio e povero di azoto. ALBIZIA GUMMIFERA Legno di media consistenza, molto resistente e che non si deforma. Si lavora facilmente ma non è resistente alle termiti e all'acqua. É utile come legname generico ed è usato per fare alveari, abbeveratoi e barche.